Benvenuti nella pagina dei servizi per il benessere della persona. Qui potete trovare informazioni dettagliate sui servizi di psicologia Gestalt offerti.

Terapia individuale

Nella terapia della Gestalt, l’individuo non è visto come un’entità isolata o un insieme di tratti fissi, ma come un organismo in costante relazione con l’ambiente. È un essere in divenire, che si definisce nel processo di contatto con ciò che lo circonda.

Unione di corpo, mente ed emozioni

La Gestalt non separa il pensiero, le emozioni e il corpo: l’individuo è un tutt’uno. Ogni esperienza è vissuta globalmente, e il lavoro terapeutico mira a ristabilire l’integrazione di questi aspetti, spesso frammentati.

 

 Organismo in relazione

L’individuo è parte di un campo più ampio: l’ambiente (sociale, familiare, culturale, naturale). Si parla di campo organismo-ambiente, per sottolineare che il confine tra “me” e “altro” non è rigido, ma è sempre in movimento. Non esistiamo fuori dalla relazione.

 

Essere in contatto

La personalità si costruisce nel modo in cui entriamo in contatto con l’ambiente. Il contatto è ciò che ci permette di soddisfare i nostri bisogni, di crescere e trasformarci. Le difficoltà psicologiche spesso derivano da interruzioni del contatto (es. evitamento, introiezione, proiezione).

 

 Vissuto nel qui e ora

L’individuo viene esplorato nella sua esperienza presente: ciò che sente, fa, dice, mostra. Anche quando si parla del passato, l’interesse terapeutico è su come quel passato vive ora nella persona, nel corpo, nei comportamenti, nelle emozioni.

 

Potenzialità e auto-regolazione

La Gestalt ha una visione fiduciosa dell’essere umano: ogni individuo possiede una naturale tendenza all’auto-regolazione e alla crescita. Il compito della terapia è favorire la consapevolezza e rimuovere gli ostacoli che bloccano questo processo spontaneo.

La terapia individuale offre un percorso di crescita personale e consapevolezza.

  • Approccio personalizzato
  • Ambiente rispettoso
  • Riservatezza garantita

Terapia di coppia

La relazione come figura in primo piano

 

In terapia di coppia gestaltica, il “paziente” non è uno dei due partner, ma è la relazione stessa. Si lavora su ciò che accade tra i due nel qui e ora, osservando dinamiche di contatto, distanze, conflitti, bisogni insoddisfatti e cicli interrotti.

 

 Consapevolezza del modo in cui si entra in contatto

 

Ogni partner viene aiutato a prendere consapevolezza di come entra in relazione: cosa evita, dove si ritira, dove si impone, cosa ripete, cosa non dice. Si esplorano i modi automatici e spesso inconsapevoli con cui si cerca di stare in contatto con l’altro.

 

Figure e sfondo nella relazione

 

La Gestalt invita a guardare cosa emerge in figura (il tema dominante, il conflitto attuale) e cosa resta sullo sfondo (emozioni, bisogni, aspetti della storia personale). Portare luce su ciò che resta implicito può trasformare radicalmente il modo in cui i partner si incontrano.

 

Responsabilità personale

Un concetto cardine: ognuno è responsabile del proprio modo di stare in relazione. Non si tratta di colpevolizzare, ma di aiutare ciascun partner a riconoscere il proprio contributo ai problemi relazionali. Questo apre possibilità di cambiamento reali, non basate sull’accusa reciproca.

 

Interruzioni del contatto e copioni relazionali

La terapia esplora i modelli relazionali appresi, spesso portati dalle famiglie d’origine, che influenzano il presente. Queste dinamiche possono interrompere il contatto autentico. Prenderne consapevolezza permette ai partner di scegliere nuovi modi di stare insieme.

 

Uso dell’esperienza diretta

La Gestalt lavora nel “qui e ora”: si esplora ciò che accade durante la seduta, non solo ciò che viene raccontato. I dialoghi tra i partner, i silenzi, le tensioni, gli sguardi: tutto è materiale vivo per il lavoro terapeutico. Talvolta si propongono esperimenti relazionali, come il dialogo delle sedie o inversioni di ruolo, per favorire insight ed empatia.

 

Obiettivo: il contatto autentico

Non si lavora per “salvare la coppia a ogni costo”, ma per favorire un incontro più vero e consapevole. A volte questo porta a una rinnovata intimità, altre volte a una separazione più sana e responsabile. In ogni caso, si lavora per riportare vitalità e verità nella relazione.

Sostegno psicologico

Il sostegno psicologico fornisce un aiuto emotivo e pratico in momenti di difficoltà e stress, aiutando a sviluppare risorse personali per affrontare le sfide quotidiane.

Il sostegno psicologico fornisce supporto in momenti di difficoltà.

  • Aiuto emotivo immediato
  • Sviluppo delle risorse personali
  • Gestione dello stress

Formazione

Formazione

Questa formazione nasce con l’obiettivo di offrire agli operatori sanitari strumenti esperienziali per migliorare la qualità della relazione con il paziente, tra colleghi e con sé stessi. Attraverso l’approccio della terapia della Gestalt, verranno proposti momenti di riflessione, ascolto e consapevolezza corporea ed emotiva, con particolare attenzione al “qui e ora”, al contatto autentico e alla gestione dei vissuti che emergono nella pratica clinica quotidiana.

 

 La Gestalt come approccio fenomenologico-esperienziale

L’operatore sanitario è continuamente immerso in situazioni complesse.

La Gestalt aiuta a osservare l’esperienza nel momento presente, senza giudizio, partendo da ciò che si manifesta (corpo, emozioni, pensieri).

Questo allenamento alla presenza consapevole migliora la qualità del contatto e la lettura del contesto.

 

La relazione come strumento di cura

Il cuore del lavoro sanitario è la relazione.

L’approccio Gestalt favorisce un ascolto attivo, empatico e autentico, utile anche in contesti di forte stress o difficoltà comunicative.

Lavoreremo sul “come sto con l’altro”, piuttosto che solo su cosa fare o dire.

 

Consapevolezza di sé: corpo, emozioni, limiti

Gli operatori spesso trascurano i propri bisogni o segnali di stress.

In Gestalt si lavora sulla consapevolezza integrata (cognitiva, emotiva e corporea) per prevenire burnout e migliorare l’autoregolazione.

Si faranno esperienze guidate per contattare e ascoltare sé stessi, anche in condizioni di sovraccarico.

 

Gestione delle emozioni difficili

• Rabbia, impotenza, frustrazione, tristezza: emozioni comuni nel lavoro di cura.

La Gestalt non “cura” l’emozione, ma insegna a stare in contatto con essa, riconoscerla, esprimerla in modo funzionale e non dannoso.

Verranno proposti strumenti pratici per favorire il contatto emotivo anche nel team.

 

Il “qui e ora” come bussola del lavoro clinico

La presenza nel momento presente migliora l’efficacia dell’intervento e la qualità del contatto con il paziente.

Lavorare sul “qui e ora” permette di distinguere ciò che è reale da ciò che è proiettato, reattivo o inconscio.

 

Metodo formativo

Esperienziale: attività pratiche, role-play, esercizi corporei e di consapevolezza.

Riflessivo: momenti di condivisione e rielaborazione personale e di gruppo.

Non direttivo: ogni partecipante sarà accompagnato a trovare il proprio stile autentico di relazione, nel rispetto dei propri limiti e risorse.

 

“La terapia Gestalt mi ha aiutato a comprendere meglio me stessa e a superare le mie paure. Consiglio vivamente questa esperienza!”

Giovanni Doria

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